Grappa al fico bianco, la proposta di quattro giovani laureati calabresi

Grappa al fico bianco, la proposta di quattro giovani laureati calabresi

La grappa si fa col Fico Dottato bianco. A produrla quattro giovani imprenditori che dai banchi dell’università di Agraria sono passati direttamente alla terra. Un salto nel buio, dettato da passione e coraggio. L’impegno e la costanza hanno dato vita a Siko, la grappa aromatizzata ai fichi.

L’azienda agricola Ozzeni – Situata a Condofuri, in provincia di Reggio Calabria, sulla fascia del basso ionio reggino, è una piccola realtà imprenditoriale che si affaccia ora sul mercato e produce dal 2013 Fico dottato bianco e lo lavora in tutte le sue forme: essiccato, fresco, trasformato per la grappa. L’azienda coltiva anche olive per la produzione di olio extravergine d’oliva Evo. L’azienda si trova nel territorio dell’area grecanica, terra in cui gli antichi greci si insediarono per le apprezzabili qualità climatiche, la fertilità del suolo e l’orografia favorevole. Ancora oggi, tra gli abitanti del luogo si parla una lingua di derivazione greca, chiamata appunto grecanico.

Imprenditori della terra  Francesco Iannelli 37 anni, Giuseppe Beldono 38 anni, Giuseppe Galimi 37 anni e Salvatore Quattrone 34 anni sono i protagonisti di questa avventura. “La nostra azienda”, spiega Francesco, “è nata quattro anni fa, mossa dalla passione di quattro giovani studenti che hanno deciso di investire su ciò per il quale hanno studiato e si fonda sull’amicizia nata tra i banchi universitari, che si è trasformata in una collaborazione lavorativa.

Mission – “Siamo un’azienda giovane, abbiamo tanto da imparare e da lavorare, e per migliorarci sempre di più, abbiamo deciso di vivere la terra e l’agricoltura in prima persona, grazie al supporto di lavoratori più esperti e della zona, che con i loro preziosi consigli e il loro lavoro contribuiscono giorno dopo giorno alla crescita aziendale. Crediamo fermamente in una forma di agricoltura oltre che produttiva sociale, fortemente legata al territorio e identitaria, da qui la scelta delle colture tipicamente meridionali e calabresi”.

Filosofia – Ci rivediamo nella pianta del fico: determinato a crescere anche se in territori aspri, persino sulla roccia. Anche noi, con tanti sacrifici e servizi non sempre adeguati, proviamo a fare impresa e vorremmo esportare la qualità dei nostri prodotti fuori dei confini regionali, in ambito nazionale ma anche internazionale, come espressione di un territorio che ha potenzialità incredibili per produttività, storia e paesaggio. Da qui nasce Siko (parola grecanica che significa appunto fico) e la cui origine deriva dall’antica pianta del sicomoro, arrivata dall’Oriente fin sulle coste calabre.

Come si fa – La grappa si ottiene amalgamando lentamente acquavita di vinaccia, estratta in gran parte da vitigni di nerello calabrese e fico. La grappa appena prodotta, si lascia maturare in tini d’acciaio per un periodo che varia da 90 a 180 giorni fino a raggiungere il grado olfattivo e visivo desiderato. I fichi vengono selezionati accuratamente, privilegiando quelli prodotti nel mese di luglio e i giorni di raccolta si determinano sulla base delle condizioni climatiche (temperatura e umidità) in costante evoluzione. I fichi scelti si lasciano riposare per qualche giorno e poi si incorporano lentamente alla grappa già matura durante 30/40 giorni per ottenere un estratto denso ed omogeneo. L’estratto ricavato si dosa con ulteriore grappa, fino a raggiungere un perfetto equilibro di gusto e corpo. Il prodotto si lascia riposare per poi essere imbottigliato definitivamente.

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